RECOARO. Il primo cittadino assente all’incontro organizzato da Rifondazione Comunista
Al dibattito sulle Terme manca il sindaco Viero
Sul futuro delle Terme di Recoaro il sindaco Franco Viero fa marcia indietro. Prima assicura la sua presenza al dibattito e poi lascia la sedia vuota e non si fa vedere. All’incontro organizzato da Rifondazione Comunista nell’ambito della festa di Liberazione erano rappresentate tutte le forze politiche. Da Giuliano Ezzelini Storti, capogruppo di Rifondazione Comunista, ad Alberto Trivelli, vice coordinatore del PD, e Franco Besco, capogruppo della Lega.
Secondo Ezzelini Storti «il sindaco non se l'è sentita di affrontare un dibattito in un luogo diverso dal Consiglio. In quella sede può comportarsi da padre-padrone zittendo a suo piacimento i consiglieri dell'opposizione. In questa occasione avrebbe dovuto sottostare alle regole del dibattito democratico cui non è abituato». Per Franco Besco «Viero non vuole discutere dell'argomento fonti: non vuole affrontare né la situazione attuale né parlare di come poter uscire da questo stato di cose».
Dall'esponente della Lega è venuto anche un duro attacco a Francesco Casa, presidente della “Terme di Recoaro”: «La responsabilità oggettiva del fallimento del progetto “Due Torri" è di Casa che ha tenuto durante tutta la vicenda un comportamento sconcertante vietando ai componenti del Cda della “Terme” di divulgare i contenuti dell'accordo preliminare. Sinceramente, non so come sia riuscito a convincere della bontà di questa operazione l'assessore regionale alle politiche attive del lavoro Elena Donazzan che, peraltro, è come lo stesso Casa, di Alleanza Nazionale».
Ezzelini Storti ha riservato una stoccata all'amministrazione comunale: «Sono stati investiti in questi anni 5 milioni di euro per Recoaro Mille, zero per le terme. Non c'è stato Consiglio in cui non si sia discusso su qualcosa riguardante Recoaro Mille, sulle fonti non si è mai spesa una parola. Mi risulta che il nome del comune sia Recoaro Terme».
Polemica anche tra i presenti Ezzelini Storti e Trivelli si sono scontrati sull'entrata con azioni proprie del Comune nella “Terme di Recoaro”. L'esponente di Rifondazione ha sottolineato che in Consiglio «avevo proposto che il Comune entrasse con proprie azioni nella Terme e il Pd mi votò contro». Per Alberto Trivelli le cose non stanno così: «Se avessimo assecondato la proposta nei tempi voluti da Rifondazione ci saremmo venuti a trovare in una situazione molto complicata. Era in corso la trattativa con la “Due Torri” e saremmo finiti in questo affare poco trasparente: saremmo stati risucchiati in questa spirale di opacità».
I tre esponenti di Pd, Lega e Rifondazione hanno ribadito i loro progetti per il rilancio delle fonti che, a giudicare dall'interesse suscitato tra la gente, è ciò che sta più a cuore.
martedì 26 agosto 2008 provincia pag. 26
Il Giornale di Vicenza martedì 26 agosto 2008 provincia pag. 26
martedì 26 agosto 2008
martedì 5 agosto 2008
Tre in uno
RECOARO Terme in rosso col bilancio a -471 mila euro
Peggiorano i conti della società di gestione dell’impianto, cui si aggiungono le difficoltà con i soci milanesi
Terme in rosso col bilancio a -471 mila euro
Terme sempre più in rosso. Il bilancio della società a fine 2007, ha chiuso con una perdita di 471 mila e 45 euro. Si registra, quindi, un ulteriore peggioramento rispetto al bilancio 2006 che aveva fatto segnare una perdita di 413 mila e 971 euro. I dati emergono dalla deliberazione della Giunta del Veneto del 15 luglio 2008.
Dal documento si evince, inoltre, che l'obiettivo strategico fondamentale, per la società e per il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario, è la costruzione di un centro benessere con due piscine, saune, bagno turco ed ambienti dedicati alle terapie naturali e termali. Il Consiglio di amministrazione della società Terme, dal canto suo, nella relazione sulla gestione di bilancio 2007, considera fondamentale proprio l'accordo con la società milanese “Due Torri" che dovrebbe rilanciare il complesso termale. La “Due Torri" ha già versato 500 mila euro come caparra alla stipula dell'accordo nel giugno 2007. A questi, in dicembre, si sono sommati altri 100 mila euro per ottenere una proroga degli accordi al 30 giugno. Il 30 giugno, però, non è stato stipulato il contratto di appalto tra la “Due Torri" e la “Terme di Recoaro". La cordata milanese ha invece chiesto un'ulteriore proroga al 30 settembre. È così sorto un altro, l'ennesimo problema che complica ancora di più l'affare terme. Si teme infatti che la “Due Torri" possa impugnare il compromesso del giugno 2007.
Questo, per la “Terme di Recoaro, avrebbe un duplice effetto negativo: non poter mettere a bilancio i 600 mila euro già versati e impedire ad altre realtà interessate di farsi avanti. I 600 mila euro rappresenterebbero una boccata di ossigeno di importanza fondamentale, almeno nel breve periodo, visti i conti in rosso. L'affare terme e questo bilancio, dal passivo di circa 471 mila euro, animeranno la seduta del Consiglio comunale in programma questa sera alle 20:30. Il Consiglio è stato convocato su richiesta dei capigruppo dell'opposizione: Gastone Caffini del PD, Franco Besco della Lega e Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione. L'opposizione si aspetta un chiarimento in una sede istituzionale. Il sindaco Franco Viero, stando alle dichiarazioni di Francesco Casa, presidente della “Terme di Recoaro", ha partecipato in prima persona alle riunioni più importanti con la "Due Torri".
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza mercoledì 30 luglio 2008 provincia pag. 27
RECOARO Terme, i privati si allontanano i conti piangono
Il Cda ha revocato il preliminare
Terme, i privati si allontanano i conti piangono
Le "Due Torri" sono crollate. Troppo fragili per l'impegno che si erano assunte il 20 giugno 2007: quello del rilancio di Recoaro attraverso una riqualificazione del comprensorio termale. Il sindaco Franco Viero ha comunicato in Consiglio comunale che il CdA della “Terme di Recoaro”, nella seduta del 7 luglio, ha revocato il preliminare di accordo con la società “Due Torri". Per Viero «una conclusione sorprendente e incomprensibile a fronte del versamento di 600 mila euro. La fine della trattativa non rappresenta il fallimento del piano di rilancio. La società “Terme" ha il compito di attuare il piano della Regione per il rilancio di Recoaro».
Nel consiglio è stata approvata con i voti della maggioranza la mozione presentata dal consigliere di maggioranza Antonella Tomasi nella quale si invita «la Regione a sollecitare il Cda della “Terme di Recoaro" a riprendere al più presto le trattative con altri soggetti interessati». Respinta invece quella dell'opposizione che chiedeva al Consiglio «di esprime tramite votazione una richiesta alla Regione perché intervenga in modo da esonerare dall'incarico l'attuale presidente delle terme dott. Casa». L'opposizione, pur in un clima surriscaldato, ha fatto valere le sue ragioni. Per Gastone Caffini del Pd «La Regione deve azzerare l'intero Cda della per manifesta incapacità gestionale e progettuale. L'accordo con la "Due Torri" è stato un'azione da dilettanti allo sbaraglio. Il sindaco, anche in occasione della serata al teatro, ha alimentato assieme a Casa la lacerazione del tessuto sociale recoarese. Le sue colpe sono, per forma, peggiori di quelle di Casa. Le terme sono il problema di Recoaro che è passata, come presenze turistiche, da 109 mila nel 1999 a 58 mila nel 2007».
Franco Besco della Lega chiede che «Il presidente Casa venga esonerato dall'incarico. In occasione dell'accordo preliminare si erano usate parole forti per inibire qualsiasi possibilità di critica. In molti ci abbiamo sperato anche se pochi ci avevano creduto. Contestiamo quel clamore visto poi l'esito della trattativa. I 500 mila euro incassati dalle Terme nel giugno 2007 facevano evidentemente comodo poiché davano ossigeno alle disastrate casse e garantivano lo stipendio a dirigenti e amministratori».
Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione chiede: «dImissioni di Casa, del Cda delle Terme e dell'amministrazione comunale che ha perseverato nel progetto anche quando iniziava a dare segni di cedimento. Il sindaco si è accentrato la gestione di un problema e non lo ha risolto: dovrebbe dimettersi per onestà politica». Per Arnaldo Arnaldi, socialista, «Recoaro ha problemi seri, il primo è costituito dalle fonti. Fonti che si è cercato di risollevare mediante un'azienda incapace». Francesco Casa, presidente della “Terme", dichiara che «La trattativa con la “Due Torri" procede e ci sono concrete possibilità che vada in porto». Qual è la verità?
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza
RECOARO Proposte “salva Fonti” dopo l’addio Due Torri
L’opposizione apre “il libro dei sogni” sperando in un rilancio delle Terme
Proposte “salva Fonti” dopo l’addio Due Torri
Dopo il fallimento del progetto “Due Torri s. r. l.", il mondo politico recoarese progetta il futuro del comprensorio termale. Ricette diverse da partito a partito. Antonella Tomasi, capogruppo della lista civica di maggioranza, sostiene che «il Comune ha le mani legate perché non ha azioni della società Terme di Recoaro. Non le abbiamo perché, a metà degli anni '90, il sindaco Giorgio Trivelli non le ha volute. La Regione le aveva offerte ma non si è voluto compartecipare. Adesso non possiamo entrare in casa degli altri, è la Regione che può decidere. Bisogna ripartire dallo studio del Cuoa del 2002 che indicava l'integrazione fra capitale pubblico e privato. Sentiamo che è questo che vogliono sia la Regione che i cittadini».
L'idea di Gastone Caffini, capogruppo di Uniti nell'Ulivo è di «istituire da subito un tavolo, aperto a tutti, con la presenza delle forze politiche, dei commercianti, degli albergatori, degli artigiani di Recoaro. Dovranno partecipare anche l'Assessore regionale al patrimonio, i Consiglieri regionali vicentini, il Presidente della Provincia, i Consiglieri provinciali della vallata, il sindaco di Vicenza, i sindaci della vallata e il Presidente dell'associazione industriali di Vicenza. Occorre unire l'Istituto alberghiero e le Terme per creare un progetto ambizioso il cui culmine è rappresentato da una facoltà universitaria sul termalismo. Far divenire Recoaro parte integrante di quel percorso turistico che si sviluppa a Vicenza con l'arte e sui Colli Berici con l'enogastronomia».
Per Franco Besco, capogruppo della Lega, «bisogna cominciare dalla costruzione del Centro benessere accantonando inizialmente i progetti di ristrutturazione degli immobili. Una volta avviato il centro benessere, Recoaro potrebbe iniziare a richiamare turisti innescando una positiva reazione a catena. Il centro si può realizzare con la collaborazione tra Regione e privati, magari qualche banca. La gestione dovrebbe essere affidata agli albergatori recoaresi, riuniti in una associazione. Della ristrutturazione degli alberghi se ne potrebbero occupare i privati».
Giuliano Ezzelini Storti, capogruppo di Rifondazione, ha la sua soluzione: «Nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta al Comune e alle parti sociali. A grandi linee ciò che pensiamo si debba fare è: basta libro dei sogni , la cabinovia insegna. Il progetto Cuoa è superato dalla crisi economica. Bisogna dire stop al Centro benessere unico alle fonti e puntare su un turismo congressuale e basato sulla salute. Come proposto in passato dal Pd, fare in Regione una legge speciale per Recoaro».
«Troppo rischioso entrare nella s.p.a.»
Giorgio Trivelli, ex sindaco di Recoaro a metà degli anni '90, chiamato in causa da Antonella Tomasi per la mancata acquisizione di azioni della società Terme di Recoaro s. p. a. da parte del Comune, commenta: «All'epoca, e mi pare anche ai giorni nostri, le fonti producevano ogni anno un passivo notevole. Se il Comune avesse acquistato le azioni avrebbe avuto un aggravio d'oneri insostenibile. Le perdite, infatti, vengono ripianate sistematicamente dalla Regione e sarebbe toccato anche al Comune concorrere al ripiano annuale spendendo un sacco di soldi. Recoaro non ce l'avrebbe potuta fare. L'attuale amministrazione poteva acquisire azioni della "Terme" e rimediare alla mia scelta se lo avesse ritenuto utile ma nessuno lo ha fatto. Inoltre, il Comune è rappresentato dall'assessore al bilancio Giancarlo Lora nel CdA delle Terme». L. CRI
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza sabato 02 agosto 2008 provincia pag. 28
Peggiorano i conti della società di gestione dell’impianto, cui si aggiungono le difficoltà con i soci milanesi
Terme in rosso col bilancio a -471 mila euro
Terme sempre più in rosso. Il bilancio della società a fine 2007, ha chiuso con una perdita di 471 mila e 45 euro. Si registra, quindi, un ulteriore peggioramento rispetto al bilancio 2006 che aveva fatto segnare una perdita di 413 mila e 971 euro. I dati emergono dalla deliberazione della Giunta del Veneto del 15 luglio 2008.
Dal documento si evince, inoltre, che l'obiettivo strategico fondamentale, per la società e per il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario, è la costruzione di un centro benessere con due piscine, saune, bagno turco ed ambienti dedicati alle terapie naturali e termali. Il Consiglio di amministrazione della società Terme, dal canto suo, nella relazione sulla gestione di bilancio 2007, considera fondamentale proprio l'accordo con la società milanese “Due Torri" che dovrebbe rilanciare il complesso termale. La “Due Torri" ha già versato 500 mila euro come caparra alla stipula dell'accordo nel giugno 2007. A questi, in dicembre, si sono sommati altri 100 mila euro per ottenere una proroga degli accordi al 30 giugno. Il 30 giugno, però, non è stato stipulato il contratto di appalto tra la “Due Torri" e la “Terme di Recoaro". La cordata milanese ha invece chiesto un'ulteriore proroga al 30 settembre. È così sorto un altro, l'ennesimo problema che complica ancora di più l'affare terme. Si teme infatti che la “Due Torri" possa impugnare il compromesso del giugno 2007.
Questo, per la “Terme di Recoaro, avrebbe un duplice effetto negativo: non poter mettere a bilancio i 600 mila euro già versati e impedire ad altre realtà interessate di farsi avanti. I 600 mila euro rappresenterebbero una boccata di ossigeno di importanza fondamentale, almeno nel breve periodo, visti i conti in rosso. L'affare terme e questo bilancio, dal passivo di circa 471 mila euro, animeranno la seduta del Consiglio comunale in programma questa sera alle 20:30. Il Consiglio è stato convocato su richiesta dei capigruppo dell'opposizione: Gastone Caffini del PD, Franco Besco della Lega e Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione. L'opposizione si aspetta un chiarimento in una sede istituzionale. Il sindaco Franco Viero, stando alle dichiarazioni di Francesco Casa, presidente della “Terme di Recoaro", ha partecipato in prima persona alle riunioni più importanti con la "Due Torri".
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza mercoledì 30 luglio 2008 provincia pag. 27
RECOARO Terme, i privati si allontanano i conti piangono
Il Cda ha revocato il preliminare
Terme, i privati si allontanano i conti piangono
Le "Due Torri" sono crollate. Troppo fragili per l'impegno che si erano assunte il 20 giugno 2007: quello del rilancio di Recoaro attraverso una riqualificazione del comprensorio termale. Il sindaco Franco Viero ha comunicato in Consiglio comunale che il CdA della “Terme di Recoaro”, nella seduta del 7 luglio, ha revocato il preliminare di accordo con la società “Due Torri". Per Viero «una conclusione sorprendente e incomprensibile a fronte del versamento di 600 mila euro. La fine della trattativa non rappresenta il fallimento del piano di rilancio. La società “Terme" ha il compito di attuare il piano della Regione per il rilancio di Recoaro».
Nel consiglio è stata approvata con i voti della maggioranza la mozione presentata dal consigliere di maggioranza Antonella Tomasi nella quale si invita «la Regione a sollecitare il Cda della “Terme di Recoaro" a riprendere al più presto le trattative con altri soggetti interessati». Respinta invece quella dell'opposizione che chiedeva al Consiglio «di esprime tramite votazione una richiesta alla Regione perché intervenga in modo da esonerare dall'incarico l'attuale presidente delle terme dott. Casa». L'opposizione, pur in un clima surriscaldato, ha fatto valere le sue ragioni. Per Gastone Caffini del Pd «La Regione deve azzerare l'intero Cda della per manifesta incapacità gestionale e progettuale. L'accordo con la "Due Torri" è stato un'azione da dilettanti allo sbaraglio. Il sindaco, anche in occasione della serata al teatro, ha alimentato assieme a Casa la lacerazione del tessuto sociale recoarese. Le sue colpe sono, per forma, peggiori di quelle di Casa. Le terme sono il problema di Recoaro che è passata, come presenze turistiche, da 109 mila nel 1999 a 58 mila nel 2007».
Franco Besco della Lega chiede che «Il presidente Casa venga esonerato dall'incarico. In occasione dell'accordo preliminare si erano usate parole forti per inibire qualsiasi possibilità di critica. In molti ci abbiamo sperato anche se pochi ci avevano creduto. Contestiamo quel clamore visto poi l'esito della trattativa. I 500 mila euro incassati dalle Terme nel giugno 2007 facevano evidentemente comodo poiché davano ossigeno alle disastrate casse e garantivano lo stipendio a dirigenti e amministratori».
Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione chiede: «dImissioni di Casa, del Cda delle Terme e dell'amministrazione comunale che ha perseverato nel progetto anche quando iniziava a dare segni di cedimento. Il sindaco si è accentrato la gestione di un problema e non lo ha risolto: dovrebbe dimettersi per onestà politica». Per Arnaldo Arnaldi, socialista, «Recoaro ha problemi seri, il primo è costituito dalle fonti. Fonti che si è cercato di risollevare mediante un'azienda incapace». Francesco Casa, presidente della “Terme", dichiara che «La trattativa con la “Due Torri" procede e ci sono concrete possibilità che vada in porto». Qual è la verità?
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza
RECOARO Proposte “salva Fonti” dopo l’addio Due Torri
L’opposizione apre “il libro dei sogni” sperando in un rilancio delle Terme
Proposte “salva Fonti” dopo l’addio Due Torri
Dopo il fallimento del progetto “Due Torri s. r. l.", il mondo politico recoarese progetta il futuro del comprensorio termale. Ricette diverse da partito a partito. Antonella Tomasi, capogruppo della lista civica di maggioranza, sostiene che «il Comune ha le mani legate perché non ha azioni della società Terme di Recoaro. Non le abbiamo perché, a metà degli anni '90, il sindaco Giorgio Trivelli non le ha volute. La Regione le aveva offerte ma non si è voluto compartecipare. Adesso non possiamo entrare in casa degli altri, è la Regione che può decidere. Bisogna ripartire dallo studio del Cuoa del 2002 che indicava l'integrazione fra capitale pubblico e privato. Sentiamo che è questo che vogliono sia la Regione che i cittadini».
L'idea di Gastone Caffini, capogruppo di Uniti nell'Ulivo è di «istituire da subito un tavolo, aperto a tutti, con la presenza delle forze politiche, dei commercianti, degli albergatori, degli artigiani di Recoaro. Dovranno partecipare anche l'Assessore regionale al patrimonio, i Consiglieri regionali vicentini, il Presidente della Provincia, i Consiglieri provinciali della vallata, il sindaco di Vicenza, i sindaci della vallata e il Presidente dell'associazione industriali di Vicenza. Occorre unire l'Istituto alberghiero e le Terme per creare un progetto ambizioso il cui culmine è rappresentato da una facoltà universitaria sul termalismo. Far divenire Recoaro parte integrante di quel percorso turistico che si sviluppa a Vicenza con l'arte e sui Colli Berici con l'enogastronomia».
Per Franco Besco, capogruppo della Lega, «bisogna cominciare dalla costruzione del Centro benessere accantonando inizialmente i progetti di ristrutturazione degli immobili. Una volta avviato il centro benessere, Recoaro potrebbe iniziare a richiamare turisti innescando una positiva reazione a catena. Il centro si può realizzare con la collaborazione tra Regione e privati, magari qualche banca. La gestione dovrebbe essere affidata agli albergatori recoaresi, riuniti in una associazione. Della ristrutturazione degli alberghi se ne potrebbero occupare i privati».
Giuliano Ezzelini Storti, capogruppo di Rifondazione, ha la sua soluzione: «Nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta al Comune e alle parti sociali. A grandi linee ciò che pensiamo si debba fare è: basta libro dei sogni , la cabinovia insegna. Il progetto Cuoa è superato dalla crisi economica. Bisogna dire stop al Centro benessere unico alle fonti e puntare su un turismo congressuale e basato sulla salute. Come proposto in passato dal Pd, fare in Regione una legge speciale per Recoaro».
«Troppo rischioso entrare nella s.p.a.»
Giorgio Trivelli, ex sindaco di Recoaro a metà degli anni '90, chiamato in causa da Antonella Tomasi per la mancata acquisizione di azioni della società Terme di Recoaro s. p. a. da parte del Comune, commenta: «All'epoca, e mi pare anche ai giorni nostri, le fonti producevano ogni anno un passivo notevole. Se il Comune avesse acquistato le azioni avrebbe avuto un aggravio d'oneri insostenibile. Le perdite, infatti, vengono ripianate sistematicamente dalla Regione e sarebbe toccato anche al Comune concorrere al ripiano annuale spendendo un sacco di soldi. Recoaro non ce l'avrebbe potuta fare. L'attuale amministrazione poteva acquisire azioni della "Terme" e rimediare alla mia scelta se lo avesse ritenuto utile ma nessuno lo ha fatto. Inoltre, il Comune è rappresentato dall'assessore al bilancio Giancarlo Lora nel CdA delle Terme». L. CRI
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza sabato 02 agosto 2008 provincia pag. 28
martedì 22 luglio 2008
L’assessore non arriva Buio fitto sulle Terme
RECOARO. Corsa contro il tempo per evitare di perdere i 600 mila euro versati dalla Due Torri
È saltata la riunione del Consiglio di amministrazione della “Terme di Recoaro s. p. a.". L'assessore regionale al bilancio Isi Coppola era attesa in paese per quella che sarebbe dovuta essere la giornata della verità per Recoaro e le sue terme. Invece, per motivi di salute, la Coppola non ha potuto essere presente e il tutto è stato rinviato a data da destinarsi. Sul piatto rimane il futuro sempre più incerto di Recoaro che al momento non vede nessun vero investimento.
Nel frattempo è stato convocato per domani sera il Consiglio comunale che era stato richiesto dai capigruppo dell'opposizione: Gastone Caffini del Pd, Franco Besco della Lega e Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione. Non sarà però un consiglio straordinario sulle terme, ma tra i vari punti all'ordine del giorno ci sarà anche l'affare fonti. Così sembra aver deciso il sindaco Franco Viero. Nella lettera giunta ai capigruppo dell'opposizione vi è anche un accenno alla questione fonti.
Il 7 luglio sarebbe stata cassata la richiesta di proroga fatta dalle Due Torri ma quel che è scritto, a detta di tutti e tre gli esponenti politici, è estremamente nebuloso ed è necessario fare chiarezza. Infatti le interpretazioni possono essere molteplici: c'è ancora lo spiraglio per una trattativa o le Due Torri sono crollate? In sostanza non è stata data una risposta definitiva, probabilmente si vuole evitare che la Due Torri impugni il compromesso.
Questo avrebbe un duplice effetto negativo: non poter mettere a bilancio i 600 mila euro già versati e impedire ad altre realtà interessate di farsi avanti. Il 30 giugno sembrava dovesse essere l'ultima occasione per capire se la società milanese Due Torri fosse realmente intenzionata ad investire a Recoaro. In quella data però in rappresentanza della società milanese si è presentato l'avvocato di Foggia Vincenzo Chirolli che fa parte di uno studio specialista in fallimenti. Più passa il tempo più la matassa risulta ingarbugliata.
Quel che è certo è che fra i recoaresi serpeggia ormai un sentimento di pessimismo misto a rassegnazione. La serata di oltre un anno fa al cinema Lux, quando per Recoaro sembrava che le cose stessero prendendo il verso giusto è ormai lontana.
LE CIFRE
600 MIGLIAIA VERSATI FINO AD OGGI
La Terme di Recoaro ha già incassato dalla Due Torri una caparra, a garanzia dell’impegno per portare a termine l’accordo che scadeva nel 2007.
4 MILIONI DI EURO PER L’AFFARE FONTI
È la cifra offerta dalla "Due Torri" di Milano, per riqualificare completamente il compendio termale creando un centro benessere ed assicurandosi la gestione.
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza martedì 22 luglio 2008 provincia pag. 26
È saltata la riunione del Consiglio di amministrazione della “Terme di Recoaro s. p. a.". L'assessore regionale al bilancio Isi Coppola era attesa in paese per quella che sarebbe dovuta essere la giornata della verità per Recoaro e le sue terme. Invece, per motivi di salute, la Coppola non ha potuto essere presente e il tutto è stato rinviato a data da destinarsi. Sul piatto rimane il futuro sempre più incerto di Recoaro che al momento non vede nessun vero investimento.
Nel frattempo è stato convocato per domani sera il Consiglio comunale che era stato richiesto dai capigruppo dell'opposizione: Gastone Caffini del Pd, Franco Besco della Lega e Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione. Non sarà però un consiglio straordinario sulle terme, ma tra i vari punti all'ordine del giorno ci sarà anche l'affare fonti. Così sembra aver deciso il sindaco Franco Viero. Nella lettera giunta ai capigruppo dell'opposizione vi è anche un accenno alla questione fonti.
Il 7 luglio sarebbe stata cassata la richiesta di proroga fatta dalle Due Torri ma quel che è scritto, a detta di tutti e tre gli esponenti politici, è estremamente nebuloso ed è necessario fare chiarezza. Infatti le interpretazioni possono essere molteplici: c'è ancora lo spiraglio per una trattativa o le Due Torri sono crollate? In sostanza non è stata data una risposta definitiva, probabilmente si vuole evitare che la Due Torri impugni il compromesso.
Questo avrebbe un duplice effetto negativo: non poter mettere a bilancio i 600 mila euro già versati e impedire ad altre realtà interessate di farsi avanti. Il 30 giugno sembrava dovesse essere l'ultima occasione per capire se la società milanese Due Torri fosse realmente intenzionata ad investire a Recoaro. In quella data però in rappresentanza della società milanese si è presentato l'avvocato di Foggia Vincenzo Chirolli che fa parte di uno studio specialista in fallimenti. Più passa il tempo più la matassa risulta ingarbugliata.
Quel che è certo è che fra i recoaresi serpeggia ormai un sentimento di pessimismo misto a rassegnazione. La serata di oltre un anno fa al cinema Lux, quando per Recoaro sembrava che le cose stessero prendendo il verso giusto è ormai lontana.
LE CIFRE
600 MIGLIAIA VERSATI FINO AD OGGI
La Terme di Recoaro ha già incassato dalla Due Torri una caparra, a garanzia dell’impegno per portare a termine l’accordo che scadeva nel 2007.
4 MILIONI DI EURO PER L’AFFARE FONTI
È la cifra offerta dalla "Due Torri" di Milano, per riqualificare completamente il compendio termale creando un centro benessere ed assicurandosi la gestione.
di Luigi Cristina
Il Giornale di Vicenza martedì 22 luglio 2008 provincia pag. 26
mercoledì 16 luglio 2008
É iniziato il tesseramento!

Cliccando QUI potete leggere della presentazione della prima campagna di tesseramento del Partito Democratico.
Appena le tessere arrivano a Recoaro, si comincia anche da noi!
In piazzale Cabinovia...
La ditta che sta lavorando nella piazza della Cabinovia è stata multata L’area resta inaccessibile
Altro intoppo nei cantieri pubblici del centro termale. L’ispezione dell’altro giorno dei tecnici dello Spisal dell’Ulss 5 “Ovest Vicentino” ha riscontrato la presenza di un operaio romeno, senza permesso di soggiorno, in attività nel cantiere che sta rifacendo la piazza della Cabinovia.
L'appalto è gestito dalla ditta Sice Srl di Agrigento, che dallo scorso mese di aprile sta lavorando per cambiare completamente look alla piazza, ora completamente occupata dall’area di lavoro, sottraendo al pubblico un buon numero di posti auto.
Un paio di mesi fa, l’Amministrazione aveva ipotizzato la sospensione dei lavori nei mesi di luglio e di agosto, per dare la possibilità ai turisti di posteggiare.
Ma ciò non si è verificato. La piazza rimane recintata e l'accesso è vietato. Ora il cantiere è deserto, ma l’attività potrà riprendere appena la ditta avrà regolarizzato la posizione del romeno, con il pagamento di una sanzione di 2 mila euro e l'ottenimento dei requisiti per il soggiorno del cittadino straniero.
Si tratta di un altro intoppo ai danni delle opere pubbliche in esecuzione. Basti pensare alla frana di Fonte Abelina, all'interruzione della fornitura del gas a seguito di un colpo di ruspa ed al sequestro dei depositi di via Fornace e lungo l'Agno.
Luigi Centomo
dal Giornale di Vicenza di mercoledì 16 Luglio 2008
Altro intoppo nei cantieri pubblici del centro termale. L’ispezione dell’altro giorno dei tecnici dello Spisal dell’Ulss 5 “Ovest Vicentino” ha riscontrato la presenza di un operaio romeno, senza permesso di soggiorno, in attività nel cantiere che sta rifacendo la piazza della Cabinovia.
L'appalto è gestito dalla ditta Sice Srl di Agrigento, che dallo scorso mese di aprile sta lavorando per cambiare completamente look alla piazza, ora completamente occupata dall’area di lavoro, sottraendo al pubblico un buon numero di posti auto.
Un paio di mesi fa, l’Amministrazione aveva ipotizzato la sospensione dei lavori nei mesi di luglio e di agosto, per dare la possibilità ai turisti di posteggiare.
Ma ciò non si è verificato. La piazza rimane recintata e l'accesso è vietato. Ora il cantiere è deserto, ma l’attività potrà riprendere appena la ditta avrà regolarizzato la posizione del romeno, con il pagamento di una sanzione di 2 mila euro e l'ottenimento dei requisiti per il soggiorno del cittadino straniero.
Si tratta di un altro intoppo ai danni delle opere pubbliche in esecuzione. Basti pensare alla frana di Fonte Abelina, all'interruzione della fornitura del gas a seguito di un colpo di ruspa ed al sequestro dei depositi di via Fornace e lungo l'Agno.
Luigi Centomo
dal Giornale di Vicenza di mercoledì 16 Luglio 2008
martedì 15 luglio 2008
Terme in Consiglio Comunale
La minoranza chiama il sindaco
Terme in Consiglio
I consiglieri dell'opposizione chiedono la convocazione di un consiglio comunale straordinario perché il sindaco Franco Viero riferisca quello che sa sull’affare Fonti.Dall'intervista con Francesco Casa, presidente di Terme di Recoaro, era emerso che il sindaco aveva seguito costantemente l'evolversi dell'affare terme presiedendo alle riunioni più significative con la società “R. E. Due Torri s. r. l.". Per Franco Besco della Lega «Viero deve fare una comunicazione ufficiale e il dottor Casa dovrebbe ammettere i propri errori che hanno provocato un grave danno, anche di immagine, al paese». Per Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione «il Comune ha violato il rispetto istituzionale. Sulle fonti si gioca il futuro di Recoaro». Caffini del Pd afferma che è «giunto il momento che il sindaco dica ciò che sa».L. CRI
Il Giornale di Vicenza del 15 Agosto 2008
Terme in Consiglio
I consiglieri dell'opposizione chiedono la convocazione di un consiglio comunale straordinario perché il sindaco Franco Viero riferisca quello che sa sull’affare Fonti.Dall'intervista con Francesco Casa, presidente di Terme di Recoaro, era emerso che il sindaco aveva seguito costantemente l'evolversi dell'affare terme presiedendo alle riunioni più significative con la società “R. E. Due Torri s. r. l.". Per Franco Besco della Lega «Viero deve fare una comunicazione ufficiale e il dottor Casa dovrebbe ammettere i propri errori che hanno provocato un grave danno, anche di immagine, al paese». Per Giuliano Ezzelini Storti di Rifondazione «il Comune ha violato il rispetto istituzionale. Sulle fonti si gioca il futuro di Recoaro». Caffini del Pd afferma che è «giunto il momento che il sindaco dica ciò che sa».L. CRI
Il Giornale di Vicenza del 15 Agosto 2008
giovedì 10 luglio 2008
Rizzato «Quanto An sosterrà ancora Casa?»
RECOARO Rizzato «Quanto An sosterrà ancora Casa?»
La notizia che la Due Torri potrebbe lasciare l’affare Terme e magari passare la palla ad un altro acquirente non lascia sorpreso il consigliere regionale del Pd Claudio Rizzato che afferma: «È significativo che anche la Lega Nord mostri preoccupazione e incertezza per la situazione venutasi a creare con la società “R. E. Due Torri”».
Il consigliere regionale aggiunge anche che «quando sarà chiarito se la Due Torri sarà in grado di far fronte agli impegni presi, bisognerà capire se l'assessore Isi Coppola e il gruppo di Alleanza Nazionale sosterranno ancora l'azione del presidente di “Terme di Recoaro s. p. a.” Francesco Casa».
Un altro punto sul quale Rizzato punta l'indice è «il silenzio del sindaco Franco Viero. A mio modo di vedere è inspiegabile. Dovrebbe perlomeno far capire alla popolazione se è preoccupato o se le cose stanno andando nella giusta direzione».
Francesco Casa, presidente di “Terme di Recoaro s. p. a.", non si smuove di un millimetro alla notizia che tutto potrebbe cambiare e dal canto suo afferma che «non è cambiato nulla in questi ultimi giorni. Stiamo aspettando le garanzie della Due Torri. Se arriveranno andremo avanti con loro, altrimenti dovremo pensare ad un cambiamento di partner». Che problema c’è? L.C.
Il Giornale di Vicenza
mercoledì 09 luglio 2008 provincia pag. 23
La notizia che la Due Torri potrebbe lasciare l’affare Terme e magari passare la palla ad un altro acquirente non lascia sorpreso il consigliere regionale del Pd Claudio Rizzato che afferma: «È significativo che anche la Lega Nord mostri preoccupazione e incertezza per la situazione venutasi a creare con la società “R. E. Due Torri”».
Il consigliere regionale aggiunge anche che «quando sarà chiarito se la Due Torri sarà in grado di far fronte agli impegni presi, bisognerà capire se l'assessore Isi Coppola e il gruppo di Alleanza Nazionale sosterranno ancora l'azione del presidente di “Terme di Recoaro s. p. a.” Francesco Casa».
Un altro punto sul quale Rizzato punta l'indice è «il silenzio del sindaco Franco Viero. A mio modo di vedere è inspiegabile. Dovrebbe perlomeno far capire alla popolazione se è preoccupato o se le cose stanno andando nella giusta direzione».
Francesco Casa, presidente di “Terme di Recoaro s. p. a.", non si smuove di un millimetro alla notizia che tutto potrebbe cambiare e dal canto suo afferma che «non è cambiato nulla in questi ultimi giorni. Stiamo aspettando le garanzie della Due Torri. Se arriveranno andremo avanti con loro, altrimenti dovremo pensare ad un cambiamento di partner». Che problema c’è? L.C.
Il Giornale di Vicenza
mercoledì 09 luglio 2008 provincia pag. 23
Iscriviti a:
Post (Atom)

